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Primo haiku

Gocce di seta  

scivolano su di noi  

senza rumore 
Eufemia 2 novembre 2006
con la supervisione di Etain
grazie mia amata maestra degli haiku!!!
Questa rosa è per te

Cerimonia del tè

La pratica di bere il tè fu introdotta in Giappone dai monaci buddhisti per non addormentarsi durante la meditazione e si diffuse poi nei monasteri Zen diventando, in accordo con la leggenda che vede Bodhidharma quale artefice della nascita della pianta del tè, parte integrante delle cerimonie a lui dedicate.
Il carattere austero della Cerimonia, ispirato allo Zen, fu perfezionato poi dal maestro Sen no Rikyu che rimpiazzò gli utensili preziosi con oggetti domestici e ne arricchì il contenuto intellettuale ed estetico legandolo all’estetica Zen chiamata wabi (fascino impoverito).
La cerimonia del tè divenne un’istituzione nazionale a partire dal XVII secolo, influenzando in maniera decisiva le ceramiche, l’artigianato, la pittura, la composizione floreale, l’architettura, l’arredamento d’interni.
La cerimonia del tè fu ufficialmente codificata nel periodo Edo (1600-1868), quando le diverse scuole ne stabilirono le possibili variazioni, trasmesse fino ai nostri giorni.
La cerimonia del tè si tiene in un edificio chiamato chashitsu (casa del tè); l’ideale è una costruzione di rustica semplicità, edificata in un giardino, alla quale si giunga percorrendo un sentiero sinuoso. Gli ospiti si purificano con l’acqua di una brocca prima di varcare una porta bassa, simboleggiante l’abbandono delle gerarchie mondane e la costrizione a piegarsi. La stanza, piccolissima – quattro tatami, ovvero tre m2 o meno – ha un focolare centrale circondato d’acqua ed è quasi spoglia tranne una nicchia, contenente un rotolo di carta di riso, un vaso di fiori o altri oggetti artistici.
Il padrone di casa, scaldata l’acqua in un apposito bollitore sul focolare o su un braciere, versa tè verde in polvere (Matcha) in una larga tazza, aggiunge l’acqua e agita il tè con una specie di frullino di bambù fino a creare una densa schiuma, da cui deriva il nome del tè usato (schiuma di giada). Passa poi la coppa agli ospiti che sorseggiano a turno, puliscono la coppa e la passano a loro volta. Ci si aspetta che i presenti chiacchierino pacatamente, ammirino gli strumenti per il tè e gli oggetti nella nicchia. Dopo la cerimonia principale vengono talvolta serviti tè più leggeri e dolci in stoviglie meno preziose. Infine, il padrone di casa saluta gli ospiti.