Il Capodanno in Giappone..

estratto tratto dal sito www.higan.it

Come si festeggia il Capodanno in Giappone?[…] Il modo tradizionale di festeggiare nasce da un tentativo di allontanare tutte le negatività portando invece fortuna a noi, alla nostra casa e a chi ci sta vicino.   

I primi tre giorni dell’anno nuovo, detti sanganichi, sono i più importanti e ci si prepara a lungo per accoglierli. Tra i preparativi rivestono molta importanza: una generale pulizia della casa, ore passate a scrivere biglietti di auguri a parenti, amici e colleghi di lavoro (più un obbligo sociale che una scelta), ed il confezionamento di   decorazioni fatte di pezzi di bambù, rami di pino e corde  intrecciate a mano da mettere sopra la porta per tenere lontani gli spiriti cattivi.
In campagna spesso ci si ritrova ancora per intrecciare le corde con la paglia: è un modo per stare assieme compiendo gesti che ricordano la sacralità delle cerimonie.  […]Un’altra preparazione è l’
omochi
, ovvero il riso pestato in una specie di incudine di legno con un grosso martello, anch’esso di legno. Mentre una persona rimescola con le mani il pastone di riso, una seconda batte con il martello mantenendo ritmo sostenuto, energia e velocità.
[…]Il cibo tipico che si mangia il 31 dicembre varia da regione a regione, ma ogni alimento ha un significato preciso, spesso ispirato dalla sua forma.
Il cibo
osechiryouri – viene preparato con cura, e si tratta quasi sempre di cibo secco che deve durare per i primi tre giorni del Capodanno, in quanto non si avrà più tempo di prepararne di nuovo. Viene conservato in costose scatole laccate rosse e nere, ben decorate.  […]

La notte del 31 dicembre assomiglia un po’ al Natale italiano: si cena assieme a tutta la famiglia guardando in TV iimagel meglio ed il peggio di quello che è successo durante l’anno  che sta per chiudersi.  Al termine del cenone si va al tempio, buddhista o shintoista (molti indossano il kimono, altri abiti normali, ma comunque eleganti). I templi rimangono chiusi fino alla mezzanotte, quando risuona la campana; quindi tutti i presenti, in coda, arrivano davanti all’altare e battono le mani due volte per chiamare gli dei; si recita una breve preghiera e si fa un’offerta. La campana suona 108 volte, perché tanti sono i desideri ed i peccati che l’uomo si porta dentro e che devono essere cacciati fuori.
Il resto delle feste si trascorre visitando altri tempi ed altri parenti; chi riesce si riposa un po’ prima dell’inizio di un altro anno di duro lavoro.

Quindi, per usare la tipica espressione benaugurale giapponese:

よいお年を!  

yoi otoshi o… Buon Anno!

A cura di: Silvio Franceschinelli
Istituto Linguistico e Culturale Il Mulino

Echi di tempo
su pagine di vita
Sguardo al futuro

Pentagramma di note
fa danzare l’inverno

Radiosi giorni
fra azzurrati pensieri
Silente aurora

Orizzonti dorati
accolgano il cammino

-Maya-

Buon Anno a tutti voi!