Serenità

Stendi sorrisi
su scorrevoli schegge.
Salubre sfondo…
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Uchimizu

Altra curiosità dal Giappone.
Ogni anno, nei primi giorni d’agosto, viene organizzata una manifestazione che si chiama “Uchimizu” (打ち水).
Si tratta di un’antica usanza che ha ben 200 anni ed è legata alla “cerimonia del tè”: il padrone di casa che aspetta l’ospite per la cerimonia del tè purifica l’ingresso di casa gettando dell’acqua a terra per comunicare all’ospite che tutto è pronto per riceverlo. Quindi anche se l’ospite arriva in anticipo, vedendo il terreno davanti a casa bagnato capirà di poter entrare senza preoccuparsi di essere in anticipo.
 
Oltre ad essere un’usanza, l’Uchimizu in Giappone è una necessità a causa della temperatura estiva molto elevata: infatti, gettando acqua a terra la temperatura si rinfresca.
 
Il 2 agosto di quest’anno, alcune ragazze in cosplay[1] che lavorano nei Maid Cafe[2], hanno gettato dell’acqua sulla strada, all’uscita della stazione di Akihabara, abbassando la temperatura dai 42°C ai 39°C.
Di certo un bel risultato, non credete?
L’acqua usata era riciclata, tipo l’acqua dei condizionatori o l’acqua delle vasche, ed è stata purificata al tempio.
Questa manifestazione ha inoltre lo scopo di sensibilizzare la gente sul risparmio energetico e sui cambiamenti climatici.
QUI potete trovare foto e video dell’evento di quest’anno!
 
Un sistema simile viene utilizzato a Roppongi Hills, uno dei più grandi complessi urbani del Giappone, situato nel distretto Roppongi di Tokyo.
Si chiama "Dry mist", forse dall’inglese "mist spraying".
Ogni tanto viene spruzzata una foschia umida intorno ai palazzi in modo da abbassare la temperatura di 3 gradi, risparmiando così sull’aria condizionata.
Furbi questi giapponesi!
 
In effetti, probabilmente molti di noi avrà già notato che annaffiando i fiori in giardino o sul terrazzo l’aria si rinfresca, no?
Beh, allora che aspettiamo?
Usiamo l’Uchimizu anche noi!
Se volete sapere come si fa Uchimizu leggete QUI.
 
Fonti:
 
 
 


[1] Il termine è una contrazione delle parole inglesi costume ("costume") e play ("interpretare/recitare"). è la pratica che consiste nell’indossare un costume che rappresenti un personaggio riconoscibile in un determinato ambito e interpretarne il modo di agire. Poiché il fenomeno ha avuto origine in Giappone, il personaggio rappresentato da un cosplayer viene spesso scelto tra quelli individuabili nei manga e negli anime giapponesi, ma non è raro che il campo di scelta si estenda ai tokusatsu, ai videogiochi alle band musicali, particolarmente di artisti J-Pop e J-Rock (musica pop e rock giapponese), ai giochi di ruolo, ai film e telefilm e ai libri di qualunque genere e persino alla pubblicità (da Wikipedia).
 
[2] Un particolare tipo di caffetteria, originariamente nato a Tokyo, nel quartiere di Akihabara e rivolti agli Otaku (appassionati di anime e manga), ora diffusi in tutto il mondo. Le cameriere indossano la classica divisa da domestica del XIX secolo e si rivolgono ai clienti come se fossero i padroni di casa (dal blog Fukishimaku).