Un bell'articolo!

Tsukumogami
 
A proposito di vintage anni ‘50, chi di noi non ha in casa un oggetto antico, cui è affezionato, o tiene in soffitta cose che non ha il coraggio o la voglia di buttare? Bè, state molto attenti perchè, secondo il folklore giapponese, questi oggetti potrebbero “risvegliarsi” da un momento all’altro, diventando degli spiriti, che infesteranno la vostra casa… 
Questo tipo di spiriti è detto tsukumogami ed hanno origine da un qualsiasi manufatto, che abbia compiuto almeno 100 anni. Raggiunta tale età, tutti gli oggetti, dalle spade ai giocattoli, si trasformano in esseri soprannaturali e coscienti. 
L’aspetto dello tsukumogami varia radicalmente a seconda del tipo di oggetto da cui viene originato, dall’uso che ne è stato fatto, e dalle condizioni in cui si trovava quando ha compiuto i 100 anni. Se l’utensile è stato gettato via senza alcun rispetto, o trattato male diventerà sicuramente uno spirito malvagio e anche il suo aspetto sarà terrificante, altrimenti avrà un aspetto benevolo e si manifesterà solo per innocue apparizioni.
Per evitare ritorsioni da parte degli utensili malevoli , anche oggi, in alcuni templi e santuari, si tengono delle cerimonie per dare consolazione ad oggetti ormai inutilizzabili, con un rito funebre. Dopo il rito questi vengono distrutti, ed in questo modo si evita il pericolo che, passati 100 anni, gli arnesi possano tornare ad infestare le case delle persone che li hanno usati.
La cerimonia in questione si chiama Kuyou e sono molto famose quelle dedicate alle bambole (Ningyou Kuyou) e agli aghi da cucito (Hari Kuyou).
Si dice che gli oggetti moderni non possano diventare tsukumogami. Una delle ragioni è che si pensa che gli tsukumogami vengano respinti dall’elettricità, e in più non ci sono ancora utensili moderni che siano stati usati per oltre 100 anni! bakezori
Molti degli tsukumogami più conosciuti sono stati spesso rappresentati nei dipinti di vari artisti dell’epoca Edo. 
Il più popolare tra questi è sicuramente Toriyama Sekien.
karasaka
Tra gli tsukumogami più “famosi” (e che qualcuno di voi ricorderà per averli visti nei cartoni giapponesi di quando eravamo bambini) vi sono il Bakezori (il sandalo di paglia), il Karakasa o Kasa Obake (l’ombrello con una sola gamba e un occhio), il Chochinobake (la lanterna fantasma) e il Morinji-no-okama (la teiera).
Chochinobake
Questa credenza di oggetti che acquistano una propria anima con il passare degli anni, mi piace molto, perchè sono convinta che è vero che un oggetto cui si è affezionati, usato con cura e conservato con amore possa contenere una specie di energia, trasfusa prorpio da chi lo ha utilizzato. Chissà se dentro casa ho qualche oggetto che si avvicina a diventare uno tsukumogami…vado a controllare ^_^!

 
 
 
 
 
 
 
 

Fonti: Articolo gentilmente concesso dall’amica blogger bunny chan dal blog Bunny Chan Monogatari, che ringrazio di cuore.
E ora mi chiedo…..
 
Dolci ricordi
son i balocchi, oppur…
tsukumogami?
 
 
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