Haikai

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Foto mia: Getto d’acqua sul lago di Zug (Svizzera)

s’imbroncia il lago –

ma appena sbuffa esplode

l’arcobaleno

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2 thoughts on “Haikai

  1. Elisa cara,
    ti copio incollo il post della massima studiosa al mondo, o almeno una tra quelle, riguardo l’haikai.
    Se vuoi ti iscrivo nel suo gruppo, dove ci sono i migliori haijin italiani : stiamo imparando un mucchio di cose e anche accorgendoci di errori ed erroracci, commessi nel tempo. Leggi questo di Valeria Simonova Cecon:

    “A volte incontro nella rete le cose sull’haiku e altri generi giapponesi che mi fanno impazzire…
    Per esempio, un genere inventato da non so chi che viene definito come:
    L’Haikai è un componimento poetico rigorosamente composto di tre versi rispettivamente di 5-7-5 sillabe con o senza Kigo o Piccolo Kigo, che ha una connotazione decisamente umoristica, comica, demenziale.
    Lasciamo stare il Piccolo Kigo, sconosciuto agli haijin giapponesi 🙂 Ma come mai è comparso questo genere demenziale ed umoristico, rigorosamente 5/7/5 di nome haikai???
    Penso che ci sia stato un malinteso, un’interpretazione errata di una definizione tratta dalla “Storia della Letteratura Giapponese” di Shuichi Kato che dice cosi: Haikai – forma poetica di sole 17 sillabe derivate dal Renga sullo schema di 5-7-5, sorta in periodo Tokugawa e il cui massimo esponente è Matsuo Basho. Nota poi come Haiku.
    Leggetela con attenzione. IL MASSIMO ESPONENTE DI FORMA POETICA HAIKAI E MATSUO BASHO. Nero su bianco. Le poesie di Basho sono gli esempi della forma haikai quindi. Giusto fin qui?
    E ora rileggete le parole della prima definizione: l’haikai è un componimento poetico (…) che ha una connotazione decisamente umoristica, comica, demenziale.
    Non vi pare un pò strano? 🙂
    Il termine haikai (俳諧 – originalmente un termine cinese che significa scherzo, divertimento) nel corso del tempo veniva usato per concetti un pò diversi. Elenchiamoli.
    1. Stile haikai (dei generi waka e renga).
    Waka. Si chiamavano haikai (versi comici) alcune waka antiche scritte non seguendo le regole classiche di waka (gli esempi ci sono nella raccolta Kokinwakashu, decimo secolo)
    Renga. Derivata dalla waka, la renga nasce come un passatempo divertente non degno di seria attenzione. Poi diventa accettato come un genere nobile. Poi, dalla renga nobile classica nasce la cosiddetta haikai no renga – renga in stile haikai. La renga in stile haikai non rispetta le regole della renga classica.
    Qundi, il primo significato del termine “haikai” è: waka oppure renga che non seguono le regole di waka classiche o rispettivamente di renga classiche.
    ATTENZIONE! Tutte le renga scritte da Matsuo Basho sono le renga in stile haikai!
    2. Un verso di poesia a catena (renga) in stile haikai.
    Cioè – un verso, praticamente qualsiasi, tratto da una renga in stile haikai. O scritto nella tradizione di renga in stile haikai. Gli hokku scritti indipendentemente dalla renga, per esempio. Shuichi Kato ha usato il termine “haikai” in questo senso stretto, chiamando “haikai” quello che forse per non fare confusione sarebbe stato meglio chiamare hokku – il primo verso della renga in stile haikai che poi si staccò dalla renga definitivamente e prese il nome di haiku.
    Ma in generale, tutti i versi della renga, se li prendiamo separatamente, possono essere chiamati “haikai” in questo senso. E non necessariamente quelli scritti in 5/7/5, ma anche quelli scritti in 7/7 🙂
    ATTENZIONE! Tutti i versi scritti da Matsuo Basho sono i versi di haikai!
    3. Un complesso di diversi tipi di arte: poesia (renga, hokku indipendenti/haiku ma anche senryu visto che deriva cmq dalla renga in stile haikai in fin dei conti), prosa (haibun), pittura (haiga) e pure un modo di vita particolare, legati allo stile haikai.
    In questo senso generico l’haikai è opposto, per esempio, agli concetti di poesia/prosa/pittura classiche.
    Se parliamo di haikai adesso, in tempi moderni, intendiamo prima di tutto questo movimento storico complesso nato nell’ambiente della borghesia del periodo Edo. Non esiste adesso come adesso in Giappone nessun genere particolare chiamato haikai. Esistono haiku, senryu, zappai (in tutta la moltitudine di suoi sottogeneri), al massimo kyoku (inoltre, ovviamente, tanka, kyoka, renku… ecc.)”

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  2. Grazie Eufemia, in effetti non è mai stato molto chiara l’accezione di haikai. Io l’ho sempre usato col significato di haiku in stile ironico o spiritoso, ma immaginavo ci fosse dietro molto di più. Iscrivimi pure al gruppo, se posso partecipo volentieri.
    A presto!

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