Babywearing in Japan

Dopo il sentiero

coccole in onbuhimo*

come a Okinawa

 

Se mi porti, nel mondo

crescerò più sicuro.

* “Onbu-himo” deriva da due parole: “onbu” – per portare avanti o sulle spalle – e “Himo” – stringa o corda. L’onbuhimo di base, che non era molto più di una cintura in tessuto, è stato utilizzato per centinaia di anni in Giappone, ma la versione dotata di supporto per la schiena è diventato popolare prima della seconda guerra mondiale: è formato da un pannello centrale e da due fasce superiori che si legano insieme grazie a due anelli. Spesso confuso con il “mei tai”, la sua versione cinese. Oggi, in Occidente se ne realizzano anche delle versioni più tecniche, più simili ad un marsupio, come quello che indosso io nella foto. Portare i piccoli è una pratica molto antica, sebbene oggi la si consideri “alla moda”, è utile ai genitori nel quotidiano, ma soprattutto arreca notevoli benefici alla postura del bambino, facilita l’attaccamento madre-bambino e soddisfa i bisogni di sicurezza del bambino, rendendolo maggiormente capace di autonomia in futuro.

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