Un’altra nengajo

2017-jährig von den Hahn-Postkarten Postkarte

ultima notte –

tra i fuochi d’artificio

inciampa un gallo

*

last night –

between fireworks

a rooster stumbles

*

明けましておめでとうございます

(akemashite omedetō gozaimasu)

Elisa Allo

Annunci

Elisa Allo’s September Wind

I sincerely thank Nicholas David Klacsanzky for this exhaustive comment on my haiku. You have grasped my thought, introducing the reader also to new interpretations.
I’m really happy!

Haiku Commentary

the fūrin tinkles
in September wind—
there’s still time

© Elisa Allo (Italy)

(published previously on tanzaku.wordpress.com )

Let’s first understand what a fūrin is: a Japanese wind chime. The fūrin has a bowl-shaped exterior, the zetsu (the clapper) on the inside that makes the sound, and a strip of paper that is hung from the zetsu. With these three parts, the fūrin is able to create wondrous sounds that remind people of summer.

From ancient times in Japan, it was believed that when a strong wind blows, an epidemic will spread. So, the tradition developed that, in order to avoid epidemics and to ward away evil, a bronze wind chime in the shape of a bell called the fūtaku should be hung near the house. They were also hung in temples to create a peaceful atmosphere.

But the epidemic in this haiku is probably referring to the season itself. The end…

View original post 267 altre parole

Tanka di O-Tsukimi*

otsukimilowres_altru3
sfera incantata
trapela tra gli shoji**
e i rami d’acero

C’è chi cercava il senno
io inseguo il Bianconiglio

Risultati immagini per foglia gif

enchanted ball
goes through the shoji
and the maple branches

Some people looked for his wits
I chase the White Rabbit

moon_nhat1

*Ovvero… la Contemplazione della prima luna d’autunno. A questo link troverete molte informazioni e curiosità a proposito di questa festa, riguardo ai suoi dolci tipici, i dango, all’uso di scrivere poesie, soprattutto tanka, e alla leggenda del Coniglio della luna.

Quest’anno la ricorrenza cadeva il 15 settembre.

** Gli shoji sono le porte scorrevoli giapponesi rivestite in carta di riso delle abitazioni tradizionali, il cui stile pare risalga all’epoca Edo. Oggi le troviamo, per esempio, nei ryokan, gli alberghi tradizionali.

Haiku (Italian-English)

collage-2016-09-10-16_05_15

Foto mia

tintinna il fūrin

al vento di settembre –

c’è ancora tempo

 

the fūrin tinkles

in september wind –

there’s still time

 

 

 

 

*Fūrin (風鈴) è un particolare campanellino tipico del Giappone, usato durante la stagione estiva. Lo si trova appeso alle finestre, sui rami bassi degli alberi, davanti ai negozi, alle veranda, alle grondaie… Il termine fūrin (風鈴 – ふうりん – hūrin), composto da “hū” – vento – e “rin” – campana – assume in italiano il significato di “campanella al vento”. La ū, u con il simbolo del macron, viene letta come u doppia, la pronuncia è quindi fuurin; è da evitare la pronuncia “furin”, con una sola “u”: il termine muta infatti il suo significato in “immoralità”. Lungi da realizzare unicamente una funzione decorativa, nasce per adempiere a due scopi fondamentali: da una parte, rende il caldo afoso dell’estate meno pesante ed opprimente, grazie al suo suono molto delicato, e dall’altra, possiede l’antichissima funzione cultuale basata sulla credenza che il loro suono tenga lontani gli spiriti maligni dai luoghi abitati (da Wikipedia).

 

Ovviamente, non poteva mancare a casa mia! 

 

 

Hanabi

chiatte sull’acqua

muovono la notte –

fiori di fuoco*

 

*Hanabi 花火, i “fiori di fuoco”, hanno una lunga storia in Giappone e in origine si pensava che servissero a tenere lontani gli spiriti maligni: tra luglio e agosto è un tripudio di fuochi d’artificio in tutto il paese e, in genere, vengono lanciati dalle chiatte ancorate lungo i fiumi.

Hiroshige, Fuochi d’artificio a Ryōgoku (Ryōgoku no hanabi), 1858.

 

 

Babywearing in Japan

Dopo il sentiero

coccole in onbuhimo*

come a Okinawa

 

Se mi porti, nel mondo

crescerò più sicuro.

* “Onbu-himo” deriva da due parole: “onbu” – per portare avanti o sulle spalle – e “Himo” – stringa o corda. L’onbuhimo di base, che non era molto più di una cintura in tessuto, è stato utilizzato per centinaia di anni in Giappone, ma la versione dotata di supporto per la schiena è diventato popolare prima della seconda guerra mondiale: è formato da un pannello centrale e da due fasce superiori che si legano insieme grazie a due anelli. Spesso confuso con il “mei tai”, la sua versione cinese. Oggi, in Occidente se ne realizzano anche delle versioni più tecniche, più simili ad un marsupio, come quello che indosso io nella foto. Portare i piccoli è una pratica molto antica, sebbene oggi la si consideri “alla moda”, è utile ai genitori nel quotidiano, ma soprattutto arreca notevoli benefici alla postura del bambino, facilita l’attaccamento madre-bambino e soddisfa i bisogni di sicurezza del bambino, rendendolo maggiormente capace di autonomia in futuro.