La nostra pagina su Facebook!

Buona domenica a tutti!

Mi accorgo solo ora di non aver ancora segnalato sul nostro blog, la corrispettiva pagina Facebook. Eccola qui: Ama no gawa – Blog di haiku, tanka, senryū, renga.

In attesa di riuscire ad inserirla in una finestra fissa sul template, andate a visitarla.

A breve, ci saranno delle novità.

Vi anticipo che ogni settimana ci sarà una vetrina per ogni Autore, con il link alle opere postate in passato sul blog. Deciderò un giorno alla settimana deputato per questo evento.

Purtroppo, negli anni, soprattutto a causa dello spostamento dalla piattaforma Splinder e questa, molti validi Haijin si sono allontanati dal blog.

Inoltre, impegni personali mi hanno impedito di seguirlo come avrei voluto.

Intanto, il tempo è trascorso comunque e il 28 settembre di quest’anno, il blog ha compiuto ben 10 anni di onorata carriera!

In virtù di questo evento, presto organizzerò una “festa“, in cui tutti voi sarete ovviamente ospiti d’onore.

Sono ben accetti suggerimenti, idee o proposte sia riguardo a come festeggiare degnamente, che per qualsiasi altro evento presente o futuro, al fine di migliorare e imcrementare le attività di questo blog.

Grazie a tutti, vecchi e nuovi, per la vostra presenza, anche silente.

Scrivere Haiku e affini è una passione meravigliosa che unisce cuori lontani, ma vicini nello spirito e nel sentire. Continuamo a farlo e a condividerlo con gioia.

Dimenticavo… BENVENUTI AI NUOVI ARRIVATI! 

E’ un onore ospitare su questa umile pagina degli Haijin tanto bravi!

La vostra rediviva Anfitriona Elisa/Etain 


Still life in a garden in autumn

Still life in a garden in autumn — Image by © Gilles Le Scanff & Joëlle-Caroline Mayer/Photononstop/Corbis

Le tecniche dell’Haiku secondo Jane Reichhold

Jane

Jane Reichhold è una personalità nel mondo degli Haiku.

Aprite QUESTO LINK e leggete con attenzione!

In questo articolo, la Reichhold illustra in modo chiaro le tecniche più usate per migliorare il nostro “momento Haiku”, come lo definisce lei, e rendere più efficaci i nostri versi.

Imperdibile!

Esiste una definizione di Haiku?

Da molti anni ormai mi diletto nella composizione di haiku, senryū, tanka, renga, haikai, haiga.

In Italia sembra essere scoppiata una vera “moda” dell’haiku. A volte me ne rallegro, altre volte invece provo una sorta di malinconia.

Ma davvero noi occidentali siamo in grado di comprendere a pieno lo spirito che anima un haijin giapponese?

Si parla tanto di definizione di haiku, di kigo, piccolo kigo, sabi, aware e chi più ne ha più ne metta, ma… il dubbio resta.

In realtà, a me poco importa, non sono tanto esigente con me stessa.

Scrivere mi da sollievo, piacere, gioia, a volte tristezza, nostalgia, chiusura. Però è uno spazio speciale tutto mio, ed è quello che conta.

Vi lascio un link di Wikipedia fatto davvero bene: Haiku

E un altro link di Cascina Macondo che può essere un autentico spunto di riflessione su quello che potrebbe essere (o diventare) l’haiku in Italia senza per forza dover essere pedissequi nel seguire le orme degli antichi haijin: Cascina Macondo

Buona lettura!

Etain

De rerum regÅ­la

Salve a tutti!
So di essere stata distante ultimamente e di questo mi dispiaccio, ma come sapete importanti impegni personali mi hanno temuta lontana dal web.
Vi assicuro, però, che quando posso ci sono e vi supervisiono.
Ringrazio di cuore quanti di voi continuano a postare e a lasciare commenti.
Questo blog è stato creato con uno spirito di estrema democrazia e fin dall’inizio siete stati tutti talmente bravi e partecipi che non ho ritenuto indispensabile la mia presenza per la sua sopravvivenza.
Tuttavia, aumentando il numero dei partecipanti e, soprattutto, dato il ridotto livello di monitoraggio da parte mia, ho maturato l’opinione che fossero necessarie delle brevi indicazioni per rendere tutti voi più indipendenti e, allo stesso tempo, seguire delle norme necessarie per mantenere una parvenza di ordine interno a questo blog.
Quindi vi propongo un breve “regolamento” (pur odiando io stessa questo termine): si tratta di uno strumento di autoregolazione della condotta da seguire per tutti noi, io per prima, e più che mai in mia assenza.
 
 
*************
 
Regolamento Amanogawa
 
 
  1. Un solo post al giorno per autore per non oscurare gli scritti altrui. A tale scopo, è stata introdotta la moderazione dei post, in modo tale che, se qualcuno di noi dimentica questa regola, il post in più resta “ibernato” fino al giorno seguente.
 
  1. Commentare prende tempo, ma favorisce il confronto: non è necessario commentare tutto, ma cerchiamo di lasciare almeno un paio di commenti ogni volta che passiamo dal blog. Meglio ancora se riuscissimo a commentare buona parte dei post in prima pagina, ma ovviamente ognuno ha il suo tempo, me compresa.
 
  1. Le immagini postate non devono superare i 400 pixel di larghezza al massimo e, se si può evitare, ogni post deve contenere non più di un’immagine, a meno che il loro uso non sia didascalico o giustificato dal contenuto del post (articoli culturali, componimenti multipli, haiga particolari ispirati a più immagini). Cerchiamo di non appesantire la pagina e di renderla bella esteticamente.
 
  1. Pubblicare opere uniche! Ossia: la maggior parte di noi partecipa ad altri blog di gruppo e spesso postiamo le stesse cose in contemporanea e nello stesso giorno (ovvio, è più comodo e lo faccio anch’io). Questo però crea una serie di inconvenienti che, a mio parere, diventa controproducente sia per noi che per i blog che ci ospitano: gli amici blogger che passano nei vari blog ci leggono una volta, al massimo due, poi smettono di leggere e di commentare perché tanto l’hanno già fatto altrove! Di conseguenza, aumentano il numero di nostri post pubblicati in giro per il web, ma la popolarità e soprattutto il valore del blog ospite vanno a scemare. Pertanto, chiedo a tutti di pubblicare scritti che non siano stati postati contemporaneamente in altri blog al fine di rendere questo spazio diverso e più gradevole da fruire per il lettore di turno.
 
  1. Questo non è solo un blog di poesia! Articoli sul Giappone, segnalazioni relative ad eventi, costumi, leggende, cucina, film, libri, manga, insomma cultura nipponica in senso lato, sono sempre arricchenti e, soprattutto,  in linea con lo spirito con cui questo blog è stato creato.
 
  1. Iniziative personali sono auspicabili e benvenute, purché mi vengano comunicate con il dovuto preavviso: potrebbero esserci problemi di organizzazione o di tempi per la sottoscritta che, pur essendo una padrona di casa estremamente indulgente (ed assenteista), deve poi sempre gestire la pagina a livello tecnico.
 
*************
 
Ricordare queste semplici regole aiuta tutti noi, me inclusa, a rendere più vivace ed interessante questo blog!
Come ricordavo altrove, un blog non appartiene solo al moderatore, ma dipende dall’impegno di tutti i suoi partecipanti!
 
 
Spero comprendiate la decisione di creare questo regolamento – sofferta, vi assicuro – e vi invito ad esprimere la vostra opinione in proposito.
 
Per finire, vi comunico che nonostante gli apparenti tempi morti di queste pagine, le novità non mancheranno.
Siate fiduciosi.
 
Etain
 
 

Col naso all’in sù
percorriamo il sentiero
occhi nel rosa

Dimentichi del freddo
Ohanami* sui prati

*La fioritura dei ciliegi (Sakura): la parola "Ohanami" indica la contemplazione dei ciliegi, "hana" significa "fiori", "mi" viene da "miru", che significa "vedere", e la "O" iniziale è la tipica "O onorifica". Durante questo periodo è molto frequente vedere gruppi di giapponesi che organizzano scampagnate, passeggiate e pic-nic tra i Sakura. Spesso sotto i ciliegi vengono stesi grandi tappeti (dove si cammina senza scarpe) sui quali ci si siede per mangiare e bere in compagnia degli amici e della fantastica pioggia di petali che circonda ogni cosa (Sakura no Sekai).


 

Domani parto, quindi vi dedico questi Auguri speciali!

Per O-shogatsu[1]
Sudore e susuharai[2]
Cancello un anno.
                                       
Scrivo nengajo[3]
Agli amici lontani
Preparo osechi[4]
 
Guarnisco stanze
Di umili kadomatsu[5]
Risa in famiglia
 
Nell’attesa ora
Impasto toshikoshi[6]
Trepida il cuore
 
Conto rintocchi
Gli sguardi amati incrocio
Brindo col toso[7]
 
A tutti noi haijin
Che il Cinghiale[8] conceda
Musa e fortune!
 
 


[1] Capodanno
[2] la tradizionale pulizia delle abitazioni a fine anno
[3] le cartoline d’auguri per l’anno nuovo (c’è una foto nel nostro album), simili all’immagine che ho creato 🙂
[4] pietanze e bevande particolari (osechi ryori) preparati in anticipo (altra foto)
[5] addobbi essenziali, come decorazioni di rami di pino e bambù, li potete ammirare nella nostra colonna di destra e in un’altra foto dell’album 😉
[6] Letteralmente, "trascorrere l’ultimo giorno dell’anno": i toshikoshi soba sono spaghetti di riso che simboleggiano la lunga vita, in pratica sono simili alle nostre lenticchie
[7] un particolare sake aromatizzato con varie erbe e spezie (pepe, ginger, cannella, rabarbaro…)
[8] Il 2007 per l’Oroscopo Cinese è l’anno del Cinghiale.
 
 
 
Curiosità:
 
Akemashite omedetou gozaimasu. = あけましておめでとうございます。
(formal)
 
Akemashite omedetou. = あけましておめでとう。
(casual)
*
E per degli Auguri più convenzionali…
 
La vostra Anfitriona
 

Per l'iniziativa Renga di gruppo…

… ricordo a tutti voi che dalla mezzanotte di questa sera possiamo cominciare a giocare!

Intorno alle 00:00 posterò l’immagine che farà da incipit a questa iniziativa. Il primo a lasciare il proprio haiku-commento farà da conduttore per il secondo, il terzo dovrà legarsi al secondo, il quarto al terzo, il quinto al quarto e così via…

Ognuno di noi potrà lasciare al massimo 2 haiku-commenti al giorno, per evitare di accavallarci.

Vi rimando a questo link per ulteriori precisazioni!

Divertiamoci insieme!

Poetiamo insieme!

La vostra Anfitriona ha partorito un’idea delirante – forse –, ma divertente.
Avete mai creato una storia con il metodo del brain-storming, vale a dire, inventando personaggi e situazioni in gruppo? O anche una poesia a più mani?
Ebbene, io vi propongo di creare un Renga di Gruppo!
 
Come sapete, il Renga nasce tra XI e il XII sec. alla corte giapponese: si trattava di una sorta di dialogo virtuosistico in versi tra un poeta che componeva la prima strofa ed il suo interlocutore che rispondeva con la seconda. Ad essi si aggiungevano via via altri partecipanti, trasformando il componimento in una “poesia a catena”.
 
Noi dovremo creare una catena di haiku in cui ciascuna strofa deve richiamare solo quella precedente, così da dare un variegato movimento all’interno della composizione. Un meccanismo simile a quello delle scatole cinesi.
Ecco cosa vi propongo, ma con una variante: l’incipit non sarà dato da una strofa scritta da qualcuno in particolare di noi, bensì da un’immagine, che posterò a tempo debito, e da cui prende il nome l’iniziativa.
 
"SOTTO L’ALBERO" durerà 4 giorni, a partire dalle 00.01 di lunedì 6 novembre fino alle 23.59 di giovedì 9 novembre inizieremo una maratona di haiku correlati che posteremo sotto forma di commenti al post di partenza che pubblicherò con l’immagine-incipit.
 
Ognuno di noi può postare anche più di un haiku, ma non più di 2 al giorno!
Il risultato finale sarà poi ri-postato come creazione unica a più mani, a prescindere dalla lunghezza (del resto, gli antichi kusari-renga potevano superare le cento strofe).
 
Ovviamente, sarà bene non postare altro durante le 4 giornate preposte, in modo da concentrarci su questo gioco.
Possono partecipare tutti coloro che lo desiderano lasciando il proprio commento al post di partenza, purché adottino la metrica classica dell’haiku 5-7-5.
Il commenti non attinenti, per comodità, verranno depennati.
Potremmo anche pubblicizzare l’iniziativa sui nostri blog personali.
 
Mi auguro che la mia idea vi piaccia e che partecipiate numerosi!  🙂
 
 
 
La vostra Anfitriona impazzita

Aggiunta tags

Salve a tutti, amici!

Avevo promesso di postare qualcosa sulle diverse tipologie di haiku, così ho pensato di inserire intanto 2 nuove tags: quella per i senryÅ« e quella per gli haiga.

Ho fatto anche delle correzioni ai precedenti post per facilitarne la differenziazione.

Il SenryÅ« è un componimento poetico rigorosamente composto da tre versi rispettivamente di 5–7–5 sillabe che non contiene il Kigo, né il Piccolo Kigo.

L’Haiga è ogni composizione poetica (Haiku, Senryu…) abbinata ad un’immagine: l’immagine può essere una fotografia, un disegno, una pittura, un pittogramma, un frattale, un film, e qualsiasi altro genere di “immagine”.

Per ulteriori informazioni e approfondimenti su tipi di haiku e metrica, consiglio a tutti questo link, che ho inserito anche sulla colonna destra alla voce Manifesto della poesia haiku in lingua italiana.

Buona serata!

Fonti: http://www.cascinamacondo.com

L€’HAIKU: €œun attimo di vita che diventa verso

Cenni storici e caratteristiche

In principio fu il tanka
La poesia classica giapponese, spesso identificata nel tanka (letteralmente “poesia breve”), è rimasto inalterato dal V sec. d.C.; infatti, nasce e si afferma, per l’esattezza, durante il periodo Heian (794 – 1185). 
Il tanka è formato da 5 versi di 5+7+5+7+7 sillabe (in totale 31 sillabe) e viene considerato come composto da 2 ku [strofe] rispettivamente di 5+7+5 sillabe (kami no ku) e di 7+7 sillabe (shimo no ku). Costituisce un piccolo poema, e questa sua brevità gia di per sé costituisce un elemento di bellezza (poiché, secondo Sei Shonagon, “tutte le cose piccole sono belle”).
La fortuna del tanka raggiunse tali livelli da essere assunto come mezzo privilegiato di comunicazione alla corte.
Col passare del tempo, questa struttura si frammenta in una serie di battute, raggiungendo i suoi apici nell’XI e nel XII sec., sino a divenire una sorta di dialogo virtuosistico in versi tra un poeta che compone la prima strofa, ed il suo interlocutore che risponde con la seconda. Ad essi si aggiungono via via altri partecipanti, trasformando il tanka in un kusari-renga, ossia una “poesia a catena”. Ciascuna strofa deve richiamare solo quella precedente, creando così un variegato movimento all’interno della composizione, che poteva raggiungere le oltre cento strofe, seguendo un meccanismo simile a quello delle scatole cinesi.
Già da questa fase, si può comprendere l’importanza della prima strofa, che finirà poi per emanciparsi prendendo il nome di hokku.
Inizialmente destinato solo all’ambiente della corte, il renga divenne così popolare da diffondersi anche al di fuori: nasce così il chika-renga, ossia le composizioni redatte da persone non nobili.
Nuovi contenuti e nuove forme si svilupparono, liberandosi, almeno in parte, dalle convenzioni e dai manierismi, lasciando spazio alla spontaneità: ecco quindi
l’haikai-no-renga¸diffusissimo nel XVII secolo, in cui lo stile si abbassa sino a divenire umoristico e leggero, a volte persino triviale.
Ed è in questo scenario che s’inserisce Matsuo Bashõ (1644-1694), in un contesto segnato da un profondo rinnovamento sociale e da un nuovo fervore artistico: è l’età in cui fiorisce la classe borghese, al centro di interessi non più solo economici, ma anche politici e culturali. E’ una sorta di “rinascimento giapponese”.
Ed è grazie a Bashõ che nasce l’haiku vero e proprio.
L’haiku “è una suggestione semplice e profonda” e ha una struttura fissa di 5-7-5 sillabe (o corta lunga corta) all’interno della quale vengono eliminati i fronzoli come le congiunzioni e molti altri elementi che abbondano invece nella poesia a più strofe.
È una poesia di cose non di idee.
Fa riferimento attraverso il kigo (o riferimento stagionale) alle quattro stagioni, nel quale si cristallizzano le emozioni sfumate che percorrono una data stagione.
Soggetto dell’haiku sono scene rapide ed intense che rappresentano, in genere, la natura e le emozioni che esse lasciano nell’animo dell’haijin (il poeta).
La mancanza di nessi evidenti tra i versi lascia spazio ad un vuoto ricco di suggestioni.
Vengono quasi dipinti dei lievi tratti, come nella pittura impressionistica, i contorni non sono definiti, ma – proprio per questo – lasciano lo spazio all’animo e alle sensazioni di passare più rapidamente dal verso al cuore ad una comunicazione interna che è libera, e fluisce, dai versi appena accennati, alla nostra interpretazione, che non è necessariamente mentale.
Quasi “una folata di vento che ridesta l’assopito…”
Chi non riesce a percepire la bellezza di una semplice folata di vento che porta il profumo della prossima stagione?
È questione di percezione, è questione di valore dato ad una singola sensazione.
“L’haiku è un’impressione, un’istantanea del mondo; non documenta, illustra. Eppure non s’impone.”
Come semplici esempi, rimando ai tag haiku e tanka.
Non fatevi scoraggiare dall’apparente rigidità della metrica sillabica: dimenticate la grammatica italiana, seguite la scansione ritmica del singolo verso e la musicalità delle parole… ad es., noterete che 2 vocali vicine nella metrica si annullano a vicenda e nella lettura tendono ad unirsi in una sola sillaba!
Es.: “ron-di-niin-viag-gio”… sarebbero almeno 6 sillabe in grammatica, ma sono 5 sillabe per l’haijin!
E ora, amici miei, cimentiamoci! 

 
Fonti