Tanabata Matsuri

 Immagine di Yoko Shibata

Ama no gawa

Nella notte di luglio

È Tanabata

 

 

Chi di voi ricorda la leggenda da cui ha tratto ispirazione questo blog?

Come, come… avete perso la memoria?

Allora ci penso io a rinfrescarvela, invitandovi a leggere il nostro primo post: Tanabata: La via lattea e l’incontro di due stelle.

Fatto?

Quindi adesso ricorderete che a breve sarà la “settima notte”, ovvero in Giappone ricorrerà la festa di Tanabata (七夕), corrispondente all’incontro delle stelle Altair e Vega nell’emisfero boreale.

I festeggiamenti ricorrono la notte del 7 luglio, che è ormai alle porte, conservando intatto l’incanto misterioso e romantico della leggenda.

Decorazione principale della festa sono frondose canne di bambù sistemate un po’ ovunque, per strada, davanti alle case, lungo le gronde dei tetti, sugli usci e nelle stanze. Esse vengono ornate di cartigli di cinque colori recanti poesie d’amore, di desiderio e di attesa: i cosiddetti “tanzaku”. Poiché è credenza comune e molto diffusa che i desideri espressi in poesia nella notte di Tanabata siano destinati a compiersi entro tre anni. Per far sì che i desideri si avverino, alla fine i tanzaku vengono bruciati.

Qui, su “Ama no gawa”, nei nostri quasi 3 anni di creatività non abbiamo mai festeggiato, visto che noi attacchiamo i nostri tanzaku praticamente tutto l’anno.

Così vi propongo di trascorrere la notte del 7 luglio di quest’anno depositando su queste pagine virtuali i nostri desideri, stavolta adottando i colori della tradizione nel testo o nelle immagini:

 

ROSA=AMORE BIANCO=PACE AZZURRO=PROTEZIONE
GIALLO=DENARO VERDE=SPERANZA ROSSO=PASSIONE

Allora, amici haijin, alziamo lo sguardo al cielo e partecipiamo anche noi alla gioia dell’atteso incontro di Orihime e Kengyu attraverso il “nostro” fiume celeste, qui rappresentato emblematicamente da tutti noi, “stelle” di Ama no gawa.

Che ogni nostro desiderio venga esaudito.

NB: tag "-tanabata".

 

Etain

Tanabata Myth by *Punchinello-Punch

*renga della pietra sacra**

foglie di coca

profumano la notte

respira il cielo

 

nella città perduta

riposa il dio serpente

 

la pietra sacra

splende sotto la  luna

imploro il vento

 

di segnarti la strada

nel  mare che ribolle

 

aroma di mate

profuma la mia notte

tu sei vicino

 

ecco sento il tuo cuore

caldo nella mia mano

 

 

a E.d.G.

 

Didone ed Enea

Dolce è il bel nome

d’Elissa la  Regina

d’oro la chioma

 

venuta  da lontano

nella Terra di Tiro

 

Grande tempesta

sulla terra d’Africa

ridono gli dei

 

Enea figlio D’anchise

a Cartagine giunto

 

Il triste Fato

tra i fuochi della notte

ora si compie

 

Didone innamorata

il cuore dona ad Enea

 

Solo lacrime

scendono sul bel volto

grande dolore

 

straziata dall’amore

lama trafigge il ventre

 

Fiume di sangue

cremisi ora è la veste

tra le  urla e i pianti

 

esanime è  l’anima

che agli Inferi ora giace

"Esce a la fine accompagnato intorno da regio stuolo, e non con regio arnese, ma leggiadro e ristretto. È la sua veste di tirio drappo, e d’arabo lavoro riccamente fregiata: è la sua chioma con nastri d’oro in treccia al capo avvolta, tutta di gemme come stelle aspersa; e d’oro son le fibbie, onde sospeso le sta d’intorno de la gonna il lembo."

Eneide Libro IV

– EufemiaG-

Astrea

O bella Astrea,

sono morto nell’inganno

di voci spasimanti

 

Se vorrai tornerò

regina pastorella

che guidi il mio cuore ramingo

Gli amori di Astrea e Celadon - Fotografie

Haisan tratto dal bel film Gli amori di Astrea e Celadon di Eric Rohmer