Daimon-ji Gozan Okuribi * 五山送り火

kanji sui colli –

un fiume di fiaccole

guida le anime

 

dopo il bacio d’addio

la nebbia si dissolve

Risultati immagini per gozan okuribi festival

Elisa Allo

***

*A Kyoto, ogni anno al calare della notte, il festival Daimon-ji Gozan Okuribi offre ai suoi spettatori incantati un corteo di fiamme che divorano le montagne. Cinque monti incendiati con due simboli, un cielo illuminato. La sera del sedici Agosto alle 20:00, gli abitanti di Kyoto si riuniscono attorno ad un bicchiere di sakè per porgere i propri rispetti alle anime degli antenati ed osservare i giganti fuochi che infiammano i dintorni di Kyoto. Sul Daimonjisan, il carattere Dai ( 大 ), il più spettacolare, dà inizio a questo rovente spettacolo quale risponde l’altro Dai dell’Hidari-Daimonji-san. Poi, sui monti Matsugasaki Nishiyama e Higashiyama, prendono fuoco i kanji Myô ( 妙 ) e ( 法 ) che significano i « meravigliosi insegnamenti di Buddha », mentre il Monte Mandara-san adorna un suo fianco con un immenso torii incandescente – il tradizionale portale giapponese all’entrata dei santuari shinto. Sul Funayama, un funa-gata, una specie di barca, completa questo quadro a cinque lati per un panorama a 360 gradi. Oltre che per accrescere la temperatura di questo festival, un bicchiere di sakè assume un significato simbolico. Felici, sani e guariti sono coloro che vedono riflettere nel loro bicchiere uno dei gigantesche bracieri che illuminano cielo e montagne, evento considerato come un amuleto contro le malattie…di durata annua! (Dal sito Japan experience)

Sciabordio d’acque
accompagna il saluto
– tramonta il giorno

Ombre sui volti
sopra i mesti sorrisi
– chiniamo il capo

Ultimi sguardi
prima di passare oltre
– ponte di nebbia

Affidiamo a te
– Nave del Paradiso –
i nostri cuori

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Grazie a tutti per aver preso parte al nostro "Obon" speciale!

Non so voi, ma per me è stato un evento profondamente sentito, forse perché per molti aspetti legato alla spiritualità occidentale.

Un abbraccio di gruppo e a presto!

Etain

Okuribi: è tempo di saluti

E siamo al 2 novembre…

Durante l’Okuribi vengono accese nuovamente le fiaccole, i fili di canapa e le lanterne per mostrare ai propri cari la strada per far ritorno nell’aldilà. Vengono preparate piccole imbarcazioni da lasciar galleggiare sul fiume o sul mare con dentro delle piccole offerte da dare per il viaggio di ritorno dell’anima. Le offerte che vengono messe nelle imbarcazioni melanzane decorate a forma di mucca, cavalcature che li allontaneranno molto lentamente dai loro cari, al contrario del veloce cavallo/cetriolo che avevano usato per l’andata.

Ancora dal sito www.zazzo.it:

All’imbrunire del giorno seguente si tiene la cerimonia di commiato, chiamata Shōryōokuri ("mandare via gli spiriti dei morti"). La gente del villaggio costruisce delle piccole imbarcazioni di paglia sulla cui vela scrivono Gokurakumaru ("Nave del Paradiso") o Jōdomaru ("Nave della Terra Pura"). Poi salgono su delle barche, raggiungono il largo e affidano le anime a tali piccole imbarcazioni perché possano compiere il loro viaggio verso l’aldilà, oltre il mare. Se il villaggio non si trova sulla costa tali imbarcazioni vengono affidate alla corrente di un fiume. Altrove la barca è una sola (la Shōryōbune del villaggio costiero di Sone, Mieken), riempita con alcune offerte provenienti dai varii altari speciali approntati per i "Nuovi Buddha", insieme con alcune monete. La Shōryōbune viene affidata alla Corrente del Giappone, in modo che sia trascinata lontano dalle coste, che se tale nave dovesse riapprodare sulle coste del villagio si andrebbe incontro a una grave malasorte per l’intera comunità.

Diamo, quindi, il giusto commiato alle anime dei nostri cari, ché dolce sia il viaggio e ché la separazione sia solo simbolica: loro resteranno sempre vivi nei nostri cuori.

                                                 

Sayounara!