Miyako Odori – La danza del ciliegio

https://i2.wp.com/www.kyoto.travel/kspc/img/photo/039.jpg

– foto dal web –

leggera l’aria
la danza del ciliegio
-teatro in attesa

*

Lucia

* Le esibizioni di danza sono spettacolari e radunano un pubblico entusiasta da ogni parte del mondo. Il Miyako odori (La danza del ciliegio) ha luogo nel mese di aprile nel teatro delle Geishe, il Kaburenjo.

* Frase tratta dal libro STORIA PROIBITA DI UNA GEISHA, una storia vera, Mineko Iwasaki con Rande Brown

Il nostro omaggio poetico al Giappone – Il video di Autori Vari

Cliccate sull'immagine per vedere il film e spegnere il mini player a destra del blog

 

Hanno partecipato

Arashisei – Etain – Eufemia – Flavia – Francesca – Giovanni – Jalesh – Lucia – Massimo -RaggioLuminoso – Ruben – Rosemary – Tetractys – Verdefronda –

 Video realizzato da Eufemia
per il multiblog "Memorie di una Geisha".

Grazie Eufemia!

Fiore perfetto Tribute to Last the Samurai

 

Rumore d'acqua
sulla pelle scivola
lenta la goccia

e le mani colgono
lacrime e  rugiada

Carezza il vento
il suo volto già amato:
fiore perfetto

al riparo da un mondo
ove i sogni son morti

Oltre il destino
nell'abisso del tempo
ieri e domani

è l'amore il legame
che rivela ogni cosa

Eufemia

Katsumoto: Il fiore perfetto è una cosa rara. Se si trascorresse la vita a cercarne uno, non sarebbe una vita sprecata.

Momijigari virtuale…

Chiudete gli occhi.

Lasciatevi avvolgere dai colori della natura, sprofondate negli aromi d’autunno mentre la musica vi trasporta in un paese di fiaba.

Il rosso dell’acero (momiji), l’oro dello gingko e le mille sfumature aranciate… ora si può iniziare la ‘caccia’ stagionale cogliendone tutta l’essenza della sua poesia.

Chi vuole partecipare a questo momijigari (lett.: caccia alle foglie rosse) virtuale, può semplicemente lasciarsi ispirare da immagini e musica e lasciare un commento sottoforma di versi o pensieri.

Questo è un piccolo regalo per l’affetto che mi avete dimostrato in occasione delle nozze.

Divertitevi!!!

 

Un consiglio: prima di cliccare sul play, spegnete la musica di sottofondo del blog nella colonna destra ^_^’

 

Stanza dello Scirocco

Ognun lo chiama
“Stanza dello Scirocco”
laddove spira

di quel vento di sud est
un alito rovente

appena lieve,
quando d’un cuore stanco
le proprie tinte

appaga e fortifica
sospirando tra conche

di tufo giallo
e quei corsi fluviali
il cui molle canto

svelto altresì gelido
calma focose menti.

Ristoro dona
a quelle nude membra
poco coperte

da umide lenzuola
e un regio turbante.

Cosicché, di lei
la pelle profumata
egli concilia

con collana di perle
e organze d’Oriente.

Sferza il vento
dell’incontro notturno
ogni rea fatica,

legando ad una goccia
di sudore, e per sempre,

il proprio diniego;
del giogo del sultano
solo rimane

oltre la propria rabbia,
l’urlo dello Scirocco.

Zingara, è lei
più di ogni altra donna
nell’esibire

come profferto dono
ad un semplice bimbo

il proprio ventre.
Ha inizio la danza
e ora si muove

in compagnia dell’acqua
e d’ogni placida stilla

come spiriti
evocati appena
da quel rituale

movimento di fianchi,
più morbido nel toccar

della sua pelle
i fugaci impulsi
con laide dita

conchiuse in un dolce
respiro d’aria calda.

Profumo d’aloe
profonde nella stanza
col polso teso

mentre l’arto dimena
al di sopra del volto

di Alì ibn Bakkàr
principe di Persia
e, sì, amante

devoto allo svago
d’un amor corrisposto.

La mano procace
con lascivia, giù scorge
il suo addome

nel sicuro appiglio
d’un ingenuo sorriso;

Del Raqs Baladi
l’arte incantatoria
ella discioglie

come nivea fibula
di un manto di stelle;

e maculato
a stretti arabeschi,
quel fondo schiena

orsù curvo s’atteggia
quale cupa maschera

che d’ogni secreto
misteriosa nasconde
le poche minuzie

in eterno sospese
come tetro abisso

su un baratro
che il cuore, sì cieco,
dunque ascolta

nell’eufoniche note
d’un muto riverbero.

Una scimitarra
estrae dal fodero
carezzandone

con cura la superficie
mentr’ella ne adesca

la pungente lama;
ne seduce le forme
col proprio corpo

con la chiara lusinga
di un corteggiatore

che si appresta
a coglier dall’albero
il frutto proibito,

eclisso fra giardini
di gigli e di rose;

ma su di essa
vien riflesso il volto
di lei, fin quando

tocca terra il piede
con volteggio etereo.

Il sordo clangore
di quell’arma deposta
sul pavimento

parimenti screziato
di rosso come fiore
di Primavera

sedotto dai pollini
d’una vivace stagione,

innalzatisi
in cinereo saluto
a tale beltà,

la fine così decreta
di quello spettacolo:

S’ode un sospiro,
tutto si fa silenzio
in quella stanza,

non aliti di vento
che spirano tiepidi,

ma il rantolo
della bella Shams an-Nahàr
nel sigillare

d’una tempesta d’amore
ogni singolo granello,

or sollevato,
al calmo giro di volta
da quella magia

che ben s’accorda a una
empia incantatrice;

così termina
di una tragica storia
l’irriverente pausa

fra roride perle
ed estinte arsure.

Golden Week in Japan!

La Golden Week (ゴールデンウィーク, Gōruden UÄ«ku) – in italiano, settimana d’oro -, detta anche Ōgata renkyÅ« (大型連休) o Ōgon shÅ«kan (黄金週間), è una espressione giapponese che definisce il periodo in cui cadono le seguenti festività pubbliche:

29 aprile
– Festa del verde
(みどりの日, Midori no hi), fino al 2006
– Shōwa Day (昭和の日, Shōwa no hi), dal 2007

3 maggio
– Festa della Costituzione
(憲法記念日, Kenpō kinenbi)

4 maggio
– Festa del popolo
(国民の休日, Kokumin no kyūjitsu), fino al 2006
– Festa del verde (みどりの日, Midori no hi) (dal 2007)


5 maggio
– Festa dei bambini (こどもの日, Kodomo no hi), detta anche Festa dei ragazzi (端午の節句, Tango no sekku)

Il 1°maggio, noto anche come Festa del lavoro (労働祭, Rōdōsai) non è considerato festa nazionale, ma viene tuttavia garantito come giorno di ferie da molte aziende. Quando una festività pubblica cade di domenica, il giorno successivo che non sia già un giorno di vacanza diventa tale per quell’anno.

Storia
Le leggi sulle feste nazionali, promulgate nel luglio del 1948, enunciavano 9 festività ufficiali. Visto che molte si concentravano in un’unica settimana che andava dalla fine di aprile all’inizio di maggio molte industrie dell’intrattenimento constatarono considerevoli picchi di vendite. L’industria cinematografica non fece eccezione. Nel 1951 il film “Jiyu Gakkou” incassò di più durante questa settimana piena di ferie che in ogni altro periodo dell’anno. Questo suggerì al consigliere delegato della Daiei Films di chiamare questa settimana "Golden Week", sulla base dell’espressione propria del gergo radiofonico giapponese "golden time", con la quale ci si riferisce il periodo con il maggior numero di radioascoltatori.
Al tempo il 29 aprile era il genetliaco di Hirohito (裕仁) o Showa-Tennō (昭和天皇) (29 aprile 1901 – 7 gennaio 1989), che è stato imperatore del Giappone dal 1926 al 1989. Dopo la sua morte, nel 1989 la festività fu rinominata "Festa del verde" (o anche Greenery Day), giornata dedicata alla natura. Da quest’anno,
 la Festa del verde si celebrerà il 4 maggio, mentre il 29 aprile è stato rinominato Showa Day per commemorare il defunto imperatore.

Foto scattata a Shinjuku Gyoen, Tokyo, Japan, durante il Midori no Hi del 2004

Oggi
Molti giapponesi si prendono le ferie per i giorni di lavoro che si interpongono tra le festività, ma alcune aziende chiudono completamente e garantiscono agli impiegati le ferie pagate. Essendo il più lungo periodo di vacanza dell’anno, per molti lavoratori giapponesi, la Golden Week è un periodo molto indicato per i viaggi. Destinazioni estere, come i paesi dell’entroterra asiatico, Guam, Saipan, le Hawaii e città della costa ovest USA come Los Angeles, Seattle e San Francisco, in questo periodo accolgono molti turisti giapponesi.

Estratto da Wikipedia.org

Kodomo no hi

(Il Giorno dei Bambini)

musha-ningyo

Il Giorno dei Bambini, che cade il 5 maggio, durante la golden week, un tempo era chiamato Tango no sekku ed era un giorno in cui si augurava una crescita sana ed una carriera piena di successo ai ragazzi.
Kodomo vuol dire solo bambini, ma la festa è per i bambini maschi.
La famiglia che ha un bambino, espone nella casa il Kabuto (elemetto di samurai) o una bambola (maschio) vestita da guerriero (musha-ningyo).
Fuori di casa vengono attaccati a delle aste striscioni a forma di carpa che svolazzano nel cielo, i Koinobori, vale a dire Risalimento di Carpe.
Il dolce che si mangia molto a Kodomo no Hi, è Kashiwa mochi: un dolce diqriso, avvolto con la foglia di Kashiwa (Quercia). Si mangia anche Chimaki (gnocchi di riso avvolti in foglie di bambù), ma è un dolce meno popolare.
Anticamente, il mese di maggio era considerato un mese di cattivo auspicio e il quinto giorno di questo mese era considerato particolarmente infausto. Infatti, l’antico Tango no sekku era una festa annuale di purificazione rituale dalla corruzione.
In questo giorno, è costume fare un bagno nell’acqua calda con foglie di iris, poiché si credeva che queste foglie avessero non solo proprietà curative, ma che potessero anche scacciare il male.

Koinobori

Fonti: Bandiere del Giappone, Feste giapponesi

Cade profondo
di quel velo etereo
sui tuoi bei fianchi

il sublime ricamo
tra nudi arabeschi.

Di Samarcanda
gl’odori e le spezie
ancora fresche

giacciono lungo l’harem
con esaudita gioia,

finché perfusi
tra nidi di rondine
e tappeti persiani

come limpide fonti
siano gl’oli e gl’umori.

Del resto, schiava
tu sei più d’ogni altra
di quel corpo danzante

alla muta condanna
d’un tirannico ardore.

Nulla così può
una lubrica danza
anche salvarti

da quel notturno giogo
di colui che il cuore

lento inebria
con rubicondo succo
di papavero,

quando della rea Bagdàd
egli era solo un ladro.

Sinbad, il nome
del segreto amante,
colui che ora

furtivo ha rapito
del tuo oblio, l’amore.