Tanka of Gabriel Bates

aurora

waking

to this poem

already finished

the world has left me

behind today

risvegliarsi

in questa poesia

già finita

il mondo oggi

mi ha dimenticato

Gabriel Bates

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Daimon-ji Gozan Okuribi * 五山送り火

kanji sui colli –

un fiume di fiaccole

guida le anime

 

dopo il bacio d’addio

la nebbia si dissolve

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Elisa Allo

***

*A Kyoto, ogni anno al calare della notte, il festival Daimon-ji Gozan Okuribi offre ai suoi spettatori incantati un corteo di fiamme che divorano le montagne. Cinque monti incendiati con due simboli, un cielo illuminato. La sera del sedici Agosto alle 20:00, gli abitanti di Kyoto si riuniscono attorno ad un bicchiere di sakè per porgere i propri rispetti alle anime degli antenati ed osservare i giganti fuochi che infiammano i dintorni di Kyoto. Sul Daimonjisan, il carattere Dai ( 大 ), il più spettacolare, dà inizio a questo rovente spettacolo quale risponde l’altro Dai dell’Hidari-Daimonji-san. Poi, sui monti Matsugasaki Nishiyama e Higashiyama, prendono fuoco i kanji Myô ( 妙 ) e ( 法 ) che significano i « meravigliosi insegnamenti di Buddha », mentre il Monte Mandara-san adorna un suo fianco con un immenso torii incandescente – il tradizionale portale giapponese all’entrata dei santuari shinto. Sul Funayama, un funa-gata, una specie di barca, completa questo quadro a cinque lati per un panorama a 360 gradi. Oltre che per accrescere la temperatura di questo festival, un bicchiere di sakè assume un significato simbolico. Felici, sani e guariti sono coloro che vedono riflettere nel loro bicchiere uno dei gigantesche bracieri che illuminano cielo e montagne, evento considerato come un amuleto contro le malattie…di durata annua! (Dal sito Japan experience)

Tanka di O-Tsukimi*

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sfera incantata
trapela tra gli shoji**
e i rami d’acero

C’è chi cercava il senno
io inseguo il Bianconiglio

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enchanted ball
goes through the shoji
and the maple branches

Some people looked for his wits
I chase the White Rabbit

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*Ovvero… la Contemplazione della prima luna d’autunno. A questo link troverete molte informazioni e curiosità a proposito di questa festa, riguardo ai suoi dolci tipici, i dango, all’uso di scrivere poesie, soprattutto tanka, e alla leggenda del Coniglio della luna.

Quest’anno la ricorrenza cadeva il 15 settembre.

** Gli shoji sono le porte scorrevoli giapponesi rivestite in carta di riso delle abitazioni tradizionali, il cui stile pare risalga all’epoca Edo. Oggi le troviamo, per esempio, nei ryokan, gli alberghi tradizionali.

Babywearing in Japan

Dopo il sentiero

coccole in onbuhimo*

come a Okinawa

 

Se mi porti, nel mondo

crescerò più sicuro.

* “Onbu-himo” deriva da due parole: “onbu” – per portare avanti o sulle spalle – e “Himo” – stringa o corda. L’onbuhimo di base, che non era molto più di una cintura in tessuto, è stato utilizzato per centinaia di anni in Giappone, ma la versione dotata di supporto per la schiena è diventato popolare prima della seconda guerra mondiale: è formato da un pannello centrale e da due fasce superiori che si legano insieme grazie a due anelli. Spesso confuso con il “mei tai”, la sua versione cinese. Oggi, in Occidente se ne realizzano anche delle versioni più tecniche, più simili ad un marsupio, come quello che indosso io nella foto. Portare i piccoli è una pratica molto antica, sebbene oggi la si consideri “alla moda”, è utile ai genitori nel quotidiano, ma soprattutto arreca notevoli benefici alla postura del bambino, facilita l’attaccamento madre-bambino e soddisfa i bisogni di sicurezza del bambino, rendendolo maggiormente capace di autonomia in futuro.